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Le Ultime News

DECRETO SOSTEGNI - I Nuovi contributi a Fondo Perduto

Decreto Sostegni

Indennizzi con possibilità di scelta tra erogazione diretta o credito d’imposta

Sono molte le novità per l’erogazione degli indennizzi previste dal decreto Sostegni, rispetto ai precedenti decreti Ristori. Viene eliminato il riferimento ai codici ATECO, ampliata la platea dei beneficiari, che ora comprende anche professionisti iscritti agli Ordini, e viene inoltre consentito di scegliere tra due modalità di erogazione. I contribuenti potranno infatti optare, per la prima volta, tra l'erogazione diretta o, in alternativa, la trasformazione del sostegno in credito d'imposta, con possibilità di utilizzo in compensazione tramite il modello F24. Qualora la scelta ricada sul tax credit, il contribuente dovrà preliminarmente verificare la sua capienza fiscale appurando di avere un monte arretrato.

Il decreto Sostegni, approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 19 marzo 2021, conferma le attese della vigilia assorbendo integralmente i 32mld di euro derivanti dallo scostamento aggiuntivo di bilancio approvato a gennaio.

Una delle novità più interessanti introdotta dal provvedimento, rispetto agli indennizzi a fondo perduto, è certamente il criterio di individuazione della platea dei potenziali beneficiari: viene eliminato il riferimento ai codici ATECO e abbandonata l’infondata convinzione che gli aiuti di Stato debbano essere riservati esclusivamente al mondo delle imprese.

Gli indennizzi, per la prima volta dallo scoppio della pandemia, vengono riconosciuti anche ai professionisti iscritti agli Ordini superando finalmente, una tanto illegittima quanto ingiustificata disparità di trattamento.

Contributi a fondo perduto: criteri di accesso e meccanismi di calcolo

L’andamento cromatico delle regioni e l’elenco dei codici ATECO non sono più i criteri di riferimento per l’accesso all’indennizzo. Secondo quanto sancito nell’art. 1 comma 3 e 4 il meccanismo che determina l’ingresso di imprese e professionisti nella platea di beneficiari è condizionato, invece, dai seguenti criteri:

- l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 deve essere inferiore di almeno il 30% rispetto al 2019;

- il richiedente deve aver generato ricavi e compensi inferiori a 10 mln di euro. Il decreto definisce un nuovo meccanismo di calcolo che prevede 5 parametri percentuali di riferimento ai quali vengono associati, per la determinazione dell’indennizzo, cinque fasce di ricavi e compensi: 60% per i soggetti con ricavi e compensi non superiori a 100.000 euro; 50% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 100.000 euro e fino a 400.000 euro; 40% per i soggetti con ricavi e compensi superiori a 400.000 euro e fino a 1 milione di euro; 30% per i soggetti con ricavi e compensi superiori a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro; 20% per i soggetti con ricavi e compensi superiori a 5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro.

Per il calcolo della media mensile, i soggetti che hanno attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2019, dovranno considerare la media basata sui mesi successivi a quello di attivazione.

Il comma 6 chiarisce che per tutti i soggetti, comprese le start up attive dal 1° gennaio 2020, l’importo del contributo riconosciuto ammonta a 1.000 euro per le persone fisiche e 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche; l’importo massimo del sostegno non può comunque superare i 150.000 euro.

Restano, invece, esclusi i soggetti che cesseranno o avvieranno l’attività dopo la data di entrata in vigore del decreto, gli enti pubblici e gli intermediari finanziari e le società di partecipazione di cui all’art. 162-bis del TUIR.

Come calcolare gli indennizzi a fondo perduto 2021: esempi pratici

Per meglio approfondire le nuove regole di calcolo e, quindi, valutare il “peso” in termini assoluti dei nuovi sostegni, di seguito vengono sviluppate alcune esemplificazioni.

Ipotizziamo, per iniziare, il caso di un libero professionista che nel 2019 ha registrato compensi pari a 70.000 euro, ridotti, a causa della pandemia economica, nel 2020 a soli 18.000 euro. La contrazione tra i due anni supera ampiamente la prima condizione essenziale per accedere al beneficio: aver registrato una riduzione del fatturato di almeno il 30% nel 2020 rispetto al 2019. Prima di applicare il parametro percentuale, contenuto nel comma 5 dall’art. 1, collegato alla classe di ricavi e compensi, bisognerà ricondurre il dato della contrazione totale dei compensi su 12 mesi. La riduzione media mensile registrata nel 2020 rispetto al 2019 è, in questa esemplificazione, pari a 4.333,33 euro. Applicando la percentuale di riferimento (in questo caso il 60%) alla contrazione media mensile dei compensi l’indennizzo risulta pari a 2.600 euro.

Se prendiamo a riferimento un’attività imprenditoriale che si colloca, invece, nella fascia di ricavi e compensi “superiori a 1 mln di euro e fino a 5 mln di euro” il parametro di riferimento è il 30%. In questa ipotesi esaminiamo la circostanza di una PMI con fatturato totale pari a 4 mln di euro nel 2019 e 1,5 mln di euro nel 2020. Nonostante il crollo di fatturato registrato sia pari a 2.500.000 euro e la media mensile conta oltre i 208.300,00 euro, l’impresa percepirà, nel caso in esame, un contributo a fondo perduto pari a soli 62.500 euro.

Per concludere consideriamo un ristorante che l’anno scorso ha assistito alla contrazione, a seguito delle restrizioni condizionate dall’andamento cromatico delle regioni, del suo fatturato da 380.000 euro del 2019 a 170.000 euro nel 2020; questi riceverà un sostegno pari a 8.750 euro. L’indennizzo si ottiene, in quest’ultimo esempio, applicando il parametro del 50% sulla media mensile pari a 17.500 euro.

Questo macchinoso sistema di calcolo ha il pregio di minimizzare le sperequazioni legate alla stagionalità di molte attività e i condizionamenti che, soprattutto negli ultimi mesi del 2020, ha prodotto il metodo di calcolo basato sull’andamento cromatico delle regioni che ha determinato chiusure e restrizioni diverse da regione a regione.

È del tutto evidente però che l’ampliamento della platea dei potenziali beneficiari delle risorse ha ridotto il peso dei sostegni erogabili sia in termini assoluti che in rapporto agli indennizzi concessi applicando i criteri di calcolo dei precedenti ristori.

Il principio adottato dal decreto Sostegni non tiene in conto, tra l’altro, che alcune partite IVA hanno potuto cumulare aiuti a fondo perduto nel corso dell’intera saga dei ristori ai quali si aggiungono, oggi, i sostegni mentre alcune categorie, come le professioni Ordinistiche, potranno esclusivamente beneficiare solo di quest’ultima misura.

Fondo perduto: tax credit oppure cash?

I contribuenti potranno optare per la prima volta, secondo quanto affermato nel comma 7 dell’art. 1, tra l'erogazione diretta o, in alternativa, la trasformazione del sostegno in credito d'imposta utilizzandolo in compensazione tramite modello F24. Nel testo del decreto Sostegni viene precisato che la scelta della modalità di erogazione è, da parte del contribuente, una volta effettuata irrevocabile.

L'alternativa, se cash o con tax credit, andrà esplicitata presentando apposita comunicazione esclusivamente per via telematica all'Agenzia delle Entrate, da trasmettere, pena decadenza entro “sessanta giorni dalla data di avvio della procedura telematica per la presentazione della stessa”.

Ebbene, se da un lato la formula di erogazione cash non presuppone alcuna valutazione sulla capienza fiscale, l'opzione di sfruttare l’indennizzo come credito d’imposta azzera i tempi di erogazione del contributo da parte dell’Agenzia delle Entrate; l'erogazione del bonus sotto forma di tax credit è, infatti, subito disponibile per il contribuente.

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DECRETO SOSTEGNI - Sintesi dei Provvedimenti

Decreto Sostegni - Le Principali Novità

Contributi a fondo perduto, cartelle di pagamento, CIG e licenziamenti

Dai nuovi contributi a fondo perduto, con l’ammissione tra i beneficiari anche dei professionisti, allo stralcio delle cartelle fino a 5.000 euro. Dalle proroghe fiscali alla nuova sospensione dell’attività di riscossione fino al 30 aprile. Dalla conferma della cassa integrazione Covid-19 e del divieto di licenziamento alla proroga della possibilità di rinnovo dei contratti a termine senza causale fino al 31 dicembre 2021. Ed ancora: nuovi bonus per i lavoratori stagionali e i lavoratori sportivi, conferma per tre ulteriori mensilità del reddito di emergenza, requisiti meno stringenti per la NASpI. Sono queste alcune delle misure previste dal decreto Sostegni pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Con questa circolare, il nostro Studio si ripropone di fornire ai nostri clienti un quadro schematico dei principali provvedimenti contenuti nel nuovo Decreto Sostegni. Ci riserviamo di trasmettere ulteriori approfondimenti sui singoli argomenti del Decreto.

Nuovo contributo a fondo perduto

Come già anticipato con la nostra circolare di ieri 23 marzo 2021, l’art. 1 (commi da 1 a 9) prevede un nuovo contributo a fondo perduto a favore degli operatori economici colpiti dall’emergenza epidemiologica Covid-19.

Il contributo spetta esclusivamente ai soggetti con compensi e ricavi relativi al periodo d’imposta 2019 non superiori a 10 milioni di euro a condizione che l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 sia inferiore almeno del 30% rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019.

Al fine di determinare correttamente i predetti importi, si deve fare riferimento alla data di effettuazione dell’operazione di cessione di beni o di prestazione dei servizi. Per il calcolo della media mensile, i soggetti che hanno attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2019 devono considerare i mesi successivi a quello di attivazione della stessa.

Il requisito relativo al calo del fatturato non è richiesto per i soggetti che hanno attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2019.

Esclusi:

- i soggetti la cui attività risulti cessata al 23 marzo 2021 (data di entrata in vigore del decreto);

- i soggetti che hanno attivato la partita IVA dopo l’entrata in vigore del decreto;

- gli enti pubblici di cui all’art. 74 del TUIR;

- gli intermediari finanziari e società di partecipazione di cui all’art. 162-bis del TUIR.

L’ammontare del contributo a fondo perduto è determinato in misura pari all’importo ottenuto applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019 come segue:

- 60% per i soggetti con ricavi e compensi non superiori a 100.000 euro;

- 50% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 100.000 euro e fino a 400.000 euro;

- 40% per i soggetti con ricavi e compensi superiori a 400.000 euro e fino a 1 milione di euro;

- 30% per i soggetti con ricavi e compensi superiori a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro;

- 20% per i soggetti con ricavi e compensi superiori a 5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro.

Il contributo è riconosciuto per un importo minimo di:

- 1.000 euro per le persone fisiche;

- 2.000 euro per i soggetti diversi.

In ogni caso, l’importo massimo spettante non supererà i 150.000 euro.

A scelta irrevocabile, il contributo potrà essere erogato tramite bonifico bancario direttamente sul conto corrente intestato al beneficiario o come credito d'imposta, da utilizzare esclusivamente in compensazione tramite modello F24.

Al fine di ottenere il contributo a fondo perduto, dovrà essere presentata, esclusivamente in via telematica, un’istanza all’Agenzia delle Entrate con l’indicazione della sussistenza dei requisiti richiesti. La domanda dovrà essere trasmessa, anche per il tramite degli intermediari abilitati, entro 60 giorni dalla data di avvio della procedura telematica per la presentazione della stessa.

Le modalità di effettuazione della richiesta, il suo contenuto e i termini di presentazione della stessa saranno definiti con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate.

Con riferimento alle modalità di erogazione del contributo, al regime sanzionatorio e alle attività di controllo si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui all’art. 25, commi da 9 a 14 del decreto Rilancio (D.L. n. 34/2020).

Il contributo spetta nei limiti del Quadro temporaneo per gli aiuti di Stato.

Fondo per il turismo invernale

L’art. 2 istituisce un fondo, con una dotazione di 700 milioni di euro per l’anno 2021, destinato alle Regioni e alle Province autonome di Trento e Bolzano per la concessione di contributi in favore dei soggetti esercenti attività di impresa di vendita di beni o servizi al pubblico, svolte nei Comuni a vocazione montana appartenenti a comprensori sciistici.

Fondo autonomi e professionisti

Con l’art. 3 viene aumentato da 1 a 2,5 miliardi lo stanziamento del Fondo per l’esonero dai contributi previdenziali per autonomi e professionisti di cui all’art. 1 della legge di Bilancio 2021 (legge n. 178/2020).

Viene altresì specificato che il beneficio è concesso ai sensi della sezione 3.1 del Quadro temporaneo per gli aiuti di Stato e che la sua efficacia è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea.

Sospensione delle attività dell’agente dalla riscossione

L’art. 4, comma 1, lettera a), slitta dal 28 febbraio 2021 al 30 aprile 2021 il periodo sospensione del versamento delle somme derivanti da cartelle di pagamento, avvisi di addebito e avvisi di accertamento affidati all’Agente della riscossione. Di fatto resta sospeso il pagamento di tutte le cartelle esattoriali fino al 30 aprile prossimo.

Rottamazione ter e saldo e stralcio

La lettera b) del comma 1 dell’art. 4, prevede che le rate della rottamazione ter e del saldo e stralcio scadenti nell’anno 2020 possono essere versate integralmente entro il 31 luglio 2021, mentre le rate in scadenza il 28 febbraio, il 31 marzo, il 31 maggio e il 31 luglio 2021 possono essere versate entro il 30 novembre 2021 (sono riconosciuti 5 giorni di tolleranza).

Pignoramenti su stipendi e pensioni

Con il comma 2 dell’articolo 4 si differisce dal 28 febbraio 2021 al 30 aprile 2021 il termine finale della sospensione (disciplinata dall’articolo 152, comma 1, del decreto Rilancio) degli obblighi di accantonamento derivanti dai pignoramenti presso terzi effettuati su stipendi, salari, altre indennità relative al rapporto di lavoro o impiego, nonché a titolo di pensioni e trattamenti assimilati.

Annullamento dei carichi esattoriali (stralcio vecchie cartelle)

Il comma 4 sempre dell’art. 4 prevede la cancellazione automatica dei debiti di importo residuo fino a 5.000 euro (comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni) risultanti da singoli carichi affidati agli adenti della riscossione dal 2000 al 2010 (anche se ricompresi nelle varie forme di rottamazione):

- alle persone fisiche che hanno percepito, nell’anno d’imposta 2019, un reddito imponibile fino a 30.000 euro;

- ai soggetti diversi dalle persone fisiche che hanno percepito, nel periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2019, un reddito imponibile fino a 30.000 euro.

Definizione agevolata degli avvisi bonari

L’art. 5 prevede la possibilità di definire in via agevolata le somme dovute a seguito del controllo automatizzato delle dichiarazioni relative ai periodi di imposta 2017 e 2018. La misura interessa i soggetti con partita IVA attiva al 23 marzo 2021 (data di entrata in vigore del decreto) che hanno subito una riduzione maggiore del 30% del volume d’affari dell’anno 2020 rispetto al volume d’affari dell’anno precedente, e consiste nell’abbattimento delle sanzioni e delle somme aggiuntive richieste con le comunicazioni di irregolarità previste dagli articoli 36-bis del D.P.R. n. 600/1973, e 54-bis del D.P.R. n. 633/1972.

Riduzione Canone Rai

L’art. 6, comma 5, prevede la riduzione, per l’anno 2021, del 30% del canone di abbonamento per le strutture ricettive nonché di somministrazione e consumo di bevande in locali pubblici o aperti al pubblico. Per coloro che hanno già effettuato il pagamento è riconosciuto un credito d’imposta pari al 30% prima del 23 marzo 2021 del canone versato.

Proroga CIG

L’art. 8 proroga la cassa integrazione Covid-19. In particolare, viene prevista la possibilità, per i datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica, di richiedere:

- fino a 13 settimane di cassa integrazione ordinaria con causale “emergenza COVID-19”, da utilizzare nel periodo compreso tra il 1° aprile e il 30 giugno 2021;

- fino a 28 settimane di assegno ordinario e CIG in deroga, da utilizzare nel periodo compreso tra il 1° aprile e il 31 dicembre 2021.

Per i trattamenti concessi non è dovuto alcun contributo addizionale.

Blocco licenziamenti

Al comma 9 viene confermato il blocco generalizzato dei licenziamenti individuali e collettivi:

- fino al 30 giugno 2021, per i lavoratori delle aziende che dispongono di CIG ordinaria e CIG straordinaria;

- fino al 31 ottobre 2021, per i lavoratori delle aziende coperte CIG in deroga.

Il divieto di licenziamento non si applica:

- nelle ipotesi di licenziamenti motivati dalla cessazione definitiva dell'attività dell'impresa;

- dalla cessazione definitiva dell'attività dell'impresa conseguente alla messa in liquidazione della società senza continuazione, anche parziale, dell'attività;

- nei casi in cui nel corso della liquidazione non si configuri la cessione di un complesso di beni o attività che possano configurare un trasferimento d'azienda o di un ramo di essa ai sensi dell'articolo 2112 del codice civile;

- nelle ipotesi di accordo collettivo aziendale, stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, di incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, limitatamente ai lavoratori che aderiscono al predetto accordo.

A detti lavoratori è comunque riconosciuto il trattamento di cui all'art. 1 del D.lgs. n. 22/2015. Sono altresì esclusi dal divieto i licenziamenti intimati in caso di fallimento, quando non sia previsto l'esercizio provvisorio dell'impresa o ne sia disposta la cessazione. Nel caso in cui l'esercizio provvisorio sia disposto per uno specifico ramo dell'azienda, sono esclusi dal divieto i licenziamenti riguardanti i settori non compresi nello stesso.

Reddito di cittadinanza

Con l’art. 11 si modifica la disciplina del reddito di cittadinanza, consentendo per il solo anno 2021 a tutti coloro che ne fruiscono di lavorare senza perdere il diritto all’assegno. In particolare, viene previsto che, per il 2021, qualora la stipula di uno o più contratti di lavoro subordinato a termine comporti un aumento del valore del reddito familiare fino al limite massimo di 10.000 euro annui, il beneficio economico è sospeso per la durata dell’attività lavorativa che ha prodotto l’aumento del valore del reddito familiare fino a un massimo di 6 mesi.

Reddito di emergenza

L’art. 12 riconosce l’erogazione di 3 mensilità - da marzo a maggio 2021 - del reddito di emergenza (REM) ai nuclei familiari in condizioni di necessità economica in conseguenza dell'emergenza epidemiologica da Covid-19.

Novità per Naspi

All’art. 16 viene previsto che a decorrere dal 23 marzo 2021 e fino al 31 dicembre 2021 l’indennità Naspi è concessa a prescindere dalla sussistenza del requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.

Contratti a termine

L’art. 17 dispone la proroga, dal 31 marzo 2021 al 31 dicembre 2021, della possibilità per i datori di lavoro di rinnovare o prorogare per un periodo massimo di 12 mesi (ferma restando la durata massima complessiva di 24 mesi) e per una volta sola, i contratti di lavoro subordinato a termine, anche in assenza delle causali di cui all’art. 19, comma 1 del D.Lgs. n. 81/2015.

Ristoro per annullamento di fiere e congressi

Con l’art. 38, commi da 3 a 5, si istituisce un fondo con una dotazione pari a 100 milioni di euro per l’anno 2021 destinato al ristoro delle perdite derivanti dall'annullamento, dal rinvio o dal ridimensionamento, in seguito all'emergenza epidemiologica da Covid-19, di fiere e congressi.

Sarà un decreto del Ministro del turismo a definire la ripartizione degli importi e la concreta attuazione delle misure di ristoro.

Contributo a fondo perduto per riduzione canoni di locazione

Con i commi 7 e 8 dell’art. 42 viene riordinata la disciplina del contributo a fondo perduto per la riduzione dei canoni di locazione, previsto sia dall’articolo 9-quater del decreto Ristori (DL 137/2020), per i contratti in essere al 29 ottobre 2020, sia dall’articolo 1, commi da 381 a 384 della Legge di bilancio 2021 (Legge 178/2020), senza limitazioni riguardo alla data del contratto.

Il comma 8, in particolare, abroga i commi della legge di Bilancio 2021, aumentando di ulteriori 50 milioni di euro la dotazione del Fondo per la sostenibilità del pagamento degli affitti di unità immobiliari residenziali previsto dal decreto Ristori (che passa così a 100 milioni di euro).

A seguito della modifica, quindi, rimane in vigore la disciplina dettata dall’articolo 9-quater del decreto Ristori, ai sensi del quale per l’anno 2021, al locatore di immobile a uso abitativo che riduce il canone del contratto di locazione in essere al 29 ottobre 2020, per immobili siti nei Comuni ad alta tensione abitativa e adibiti dal locatario ad abitazione principale, spetta un contributo a fondo perduto pari al 50% della riduzione del canone e per un massimo di 1.200 euro annui.

Ai fini del riconoscimento del contributo, il locatore dovrà comunicare, in via telematica, all’Agenzia delle Entrate la rinegoziazione del canone di locazione e ogni altra informazione utile ai fini dell’erogazione.

Sarà un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate a definire le modalità applicative.

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LOTTERIA DEGLI SCONTRINI

Lotteria degli scontrini al via dal 1° febbraio

Al via la lotteria degli scontrini: dal 1° febbraio i consumatori possono partecipare all’estrazione di premi in denaro in ragione dei loro acquisti (non online) di beni e servizi. Confermata l’alternatività tra codice lotteria e codice fiscale: i registratori telematici non permettono di registrare i due codici contemporaneamente, impedendo così all’esercente di profilare gli acquisti dei clienti. Pertanto, se si acquista in farmacia un prodotto non sanitario si può partecipare alla lotteria; non si partecipa, invece, se si acquista un medicinale esibendo la propria tessera sanitaria; se si acquista sia un medicinale sia un prodotto non sanitario, sarà l’esibizione della tessera sanitaria a escludere, o meno, la partecipazione alla lotteria.

 

Si parte. Il 1° febbraio 2021 è il primo giorno della lotteria degli scontrini.

Le regole per partecipare, i pagamenti ammessi alle estrazioni e i premi in palio sia per i consumatori che per i negozianti sono contenuti in un provvedimento congiunto dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia delle Dogane del 29 gennaio 2021, mentre è fissata per giovedì 11 marzo la data della prima estrazione mensile.

Corsa all’adeguamento tecnologico

Saranno i privati consumatori a poter partecipare all’estrazione di premi in denaro in ragione dei loro acquisti di beni e servizi effettuati, ma non tutti i registratori degli esercenti potrebbero essere ancora pronti per la data dell’avvio, anche se nelle ultime ore sono tanti coloro che stanno affrettando l’adeguamento tecnologico per rispettare l’appuntamento.

Il software che gestisce i registratori telematici dovrà essere aggiornato per trasmettere i dati necessari per la lotteria, ma non vi sarà l’immediata necessità di adeguarsi al nuovo tracciato “7.0”, in quanto lo stesso è previsto solo dal 1° aprile 2021. Questa versione consentirà agli esercenti una più agevole gestione di una molteplicità di tipologie di operazioni commerciali, quali pagamenti con ticket, voucher monouso/multiuso, sconti, acconti, ma che nulla aggiungerà ai fini della partecipazione alla lotteria degli scontrini.

Ovviamente, adeguarsi tecnologicamente prima possibile all’iniziativa e favorire, quindi, la partecipazione al gioco potrebbe risultare anche una promozione commerciale interessante per far preferire il proprio esercizio commerciale rispetto a quello della concorrenza e segnalare anche all’esterno del locale di essere pronti per il gioco, magari affiggendo un apposito cartello, potrebbe risultare iniziativa utile.

Segnalazioni utili ai fini dell’analisi del rischio di evasione

Di converso, è bene ricordare che nel caso in cui l’esercente mostrasse rifiuto e resistenza nei confronti di chi volesse partecipare all’iniziativa, dal 1° marzo 2021 ogni consumatore potrà segnalare tale circostanza in apposita sezione del portale Lotteria (www.lotteriadegliscontrini.gov.it) e tali segnalazioni saranno utilizzate dall’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di finanza nell’ambito delle attività di analisi del rischio di evasione.

Va ricordato che possono partecipare alla lotteria le persone fisiche maggiorenni, residenti nel territorio dello Stato e che effettuano acquisti al di fuori dell'esercizio d'impresa, arte o professione, ma si può partecipare alla lotteria solamente se sul documento commerciale sono riportati l’importo pagato elettronicamente e il codice lotteria del cliente.

Al riguardo, le Entrate consigliano di ricorrere ad un collegamento diretto tra il registratore telematico e il sistema di pagamento elettronico, al fine di veder annotata in via automatica l’informazione sul documento commerciale mentre, in assenza di collegamento diretto al POS, dovrà sempre essere l’esercente a indicare l’avvenuto pagamento con strumento elettronico utilizzando un apposito tasto abilitato allo scopo.

Per quanto concerne gli aspetti più operativi, all’esercente viene consigliato di dotarsi di un lettore ottico di codici a barre per velocizzare le operazioni ed acquisire così senza errori il codice lotteria del cliente, anche perché l’alternativa farraginosa sarebbe quella di utilizzare l’apposito tastierino presente sul registratore e di digitare una a una le relative informazioni necessarie per il gioco.

Alternatività tra codice lotteria e codice fiscale

Sono stati, inoltre, chiariti alcuni dubbi relativi all’alternatività tra codice lotteria e codice fiscale e ora è chiaro che l’inserimento di uno dei due valori esclude la possibilità di inserire anche l’altro, atteso il fatto che questo produrrebbe un abbinamento dell’acquirente che vuole godere di una detrazione fiscale con la lotteria. Per gestire questo aspetto, i registratori telematici non permettono di registrare i due codici contemporaneamente impedendo così all’esercente, in conformità alle prescrizioni rese dal Garante della Privacy, di profilare gli acquisti dei clienti.

In definitiva, quindi:

- se si acquista in farmacia un prodotto non sanitario si può partecipare alla lotteria;

- non si partecipa al gioco se si acquista un medicinale esibendo la propria tessera sanitaria;

- se si acquista sia un medicinale che un prodotto non sanitario, sarà l’esibizione della tessera sanitaria ad escludere, o meno, la partecipazione alla lotteria.

Pagamento effettuato con i ticket

Da ultimo, va segnalato come il pagamento effettuato con i ticket pasto non consente l’accesso al gioco mentre la vendita di una gift card con pagamento elettronico (vale a dire un buono monouso o multiuso) ammetterà alla partecipazione alla lotteria e il mero utilizzo del buono, che non configura un pagamento elettronico, non farà partecipare ad alcuna estrazione a premi.

È, infine, appena il caso di ricordare che sono esclusi dalla lotteria anche gli acquisti effettuati online o, in ogni caso, presso soggetti che non sono tenuti alla trasmissione dei dati dei corrispettivi.

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