Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca "maggiori informazioni"

Login Form

Le Ultime News

PROROGATO IL TERMINE PER I PAGAMENTI DELLE IMPOSTE

Modello Redditi 2020, per i soggetti ISA versamenti al 20 luglio.

Quali conseguenze?

Proroga al 20 luglio 2020 del temine di versamento del saldo 2019 e del primo acconto 2020 ai fini delle imposte sui redditi e dell’IVA, per i contribuenti interessati dall’applicazione degli ISA (gli Ex Studi di settore), compresi quelli aderenti al regime forfetario. È quanto si legge nel comunicato stampa del 22 giugno 2020, diffuso dal Ministero dell’Economia e delle finanze. In attesa di conoscere il testo del D.P.C.M., è possibile già fare qualche riflessione sugli effetti del differimento del termine che, a onor del vero, almeno secondo le richieste dei professionisti, si sperava fosse più esteso.

Ormai è ufficiale: come da tradizione arriva la consueta proroga dei termini di versamento delle imposte derivanti dalla dichiarazione dei redditi e IVA. E lo slittamento, quest’anno, era richiesto a gran voce considerato che si è attraversato un durissimo periodo a causa dell’epidemia da Covid-19.

Nel frattempo, in attesa di conoscere il testo ufficiale del D.P.C.M. proviamo ad entrare un po’ più nel dettaglio.

Effetti della proroga

Vengono ridefinite le scadenze di versamento delle imposte (saldo 2019 e primo acconto 2020) derivanti dalla dichiarazione dei redditi per il periodo d’imposta 2019 come segue:

- scadenza “naturale”: 20 luglio;

- scadenza con maggiorazione dello 0,4%: 20 agosto.

Chi è interessato e chi no

La proroga, però, non vale per tutti i contribuenti: nel comunicato, infatti, si afferma che vale per i “contribuenti interessati dall’applicazione degli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA), compresi quelli aderenti al regime forfetario”.

Nuovo calendario

Alla luce di quanto detto, si riporta il nuovo calendario dei versamenti e relative rateazioni:

1) senza maggiorazione:

1° rata: 20 luglio;

2° rata: 20 agosto

3° rata: 16 settembre;

4° rata: 16 ottobre;

5° rata: 16 novembre.

 

2) con maggiorazione dello 0,4%:

1° rata: 21 agosto;

2° rata: 16 settembre;

3° rata: 16 ottobre;

4° rata: 16 novembre.

 

 

BONUS COVID19 - per il mese di Maggio € 1000

Bonus 1.000 euro: ecco chi lo prende e chi non lo prende

 

Con il nostro Comunicato di Studio del 19.05.220 Vi avevamo anticipato l’arrivo di un Bonus covid-19 anche per il mese di maggio. L’Inps, con un suo comunicato di ieri, definisce quali categorie beneficeranno del contributo senza neanche presentare la domanda, quali dovranno presentare la domanda e quali invece sono escluse a prescindere.

La principale novità consiste nel fatto che il Comunicato sembra escludere gli iscritti alla Gestione Ago (ossia i commercianti ed artigiani) dal Bonus di maggio, attendiamo comunque una prossima circolare attuativa Inps prima di confermare definitivamente tale esclusione.

Bonus 1.000 euro: ecco chi lo prende senza domanda

 

Bonus 1.000 euro di maggio: vediamo chi lo prende anche senza domanda, escludendo già in partenza i titolari di partita IVA di cui abbiamo detto.

È proprio INPS a indicarlo nell’area riservata della procedura online per inoltrare la domanda del bonus 1.000 euro, o anche per quello da 600 euro.

Oltre ai liberi professionisti titolari di partita IVA possono ottenere, come da articolo 84 del decreto Rilancio anche:

  • i lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.), iscritti alla Gestione separata INPS, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano cessato il rapporto di lavoro alla data di entrata in vigore del decreto Rilancio (19 maggio 2020);
  • i lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASPI, alla data del 19 maggio 2020.

Come specifica INPS:

“Ad eccezione dei liberi professionisti e partecipanti a studi associati/società semplice, per coloro che hanno già richiesto l’indennità per i mesi di marzo e aprile, in caso di accoglimento sarà rinnovata automaticamente per il mese di maggio senza necessità di presentare nuova domanda.”

Coloro che hanno ottenuto già il bonus 600 euro di marzo e aprile rientrando nelle categorie suddette non devono presentare la domanda per il bonus 1.000 euro di maggio che viene riconosciuto in automatico. Il bonus 1.000 euro di maggio non spetta ad artigiani e commercianti.

Scrive infatti INPS:

Si precisa che con riferimento ai lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’Ago (ARTIGIANI E COMMERCIANTI)  ed ai lavoratori agricoli a tempo determinato e le altre categorie di lavoratori iscritti negli elenchi annuali, non è previsto il beneficio per il mese di maggio.”

leggi anche

Bonus 600 euro: automatico anche a maggio

 

Non solo il bonus 1.000 euro perché anche il bonus di 600 euro viene riconosciuto in automatico anche a maggio. Sempre INPS, nel presentare le indennità nell’area riservata specifica che possono richiedere per il mese di marzo, aprile e maggio il bonus 600 euro le nuove categorie di beneficiari che trovano spazio nel decreto Rilancio e vale a dire:

  • lavoratori stagionali dei settori diversi dal turismo e stabilimenti termali;
  • lavoratori intermittenti;
  • lavoratori con contratto di lavoro autonomo occasionale;
  • incaricati alle vendite a domicilio.

Inoltre si possono fare richiesta per il bonus di 600 euro di aprile e maggio previsto sempre dal decreto Rilancio:

  • lavoratori dello spettacolo iscritti al Fondo pensioni dei lavoratori dello spettacolo con almeno 7 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 e con un reddito derivante non superiore a 35.000 euro,
  • lavoratori dello spettacolo iscritti al Fondo pensioni dei lavoratori dello spettacolo con almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 e con un reddito derivante non superiore a 50.000 euro;
  • lavoratori somministrati impiegati presso imprese utilizzatrici del settore turismo e stabilimenti termali.

Come sottolinea l’Istituto coloro che hanno ottenuto il bonus di 600 euro a marzo riconosciuto da INPS, per il mese di aprile e maggio avranno il riconoscimento automatico senza necessità di una domanda ulteriore.

Ricordiamo che ai lavoratori somministrati impiegati presso imprese utilizzatrici del settore turismo e stabilimenti termali a maggio, secondo il decreto Rilancio, dovrebbe essere riconosciuto il bonus 1.000 euro se hanno “cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASPI, alla data di entrata in vigore della presente disposizione (19 maggio 2020).”

Per ulteriori dettagli occorre attendere una circolare o messaggio INPS.

 

 

VARATO IL DECRETO RILANCIO - Principali Interventi

Varato il Decreto “Rilancio” – Sintesi dei Provvedimenti

Dopo giorni di attesa, bozze e modifiche continue, il Consiglio dei ministri del 13 maggio ha finalmente varato il testo definitivo del Decreto Rilancio per le prossime fasi di emergenza coronavirus.

 Gentili Clienti,

Nei giorni scorsi avevamo pubblicato delle anticipazioni su alcuni temi del decreto, adesso siamo in grado di dare una prima breve sintesi dei provvedimenti nella versione che uscirà in Gazzetta Ufficiale. Il Testo (non ancora pubblicato in Gazzetta ufficiale) è costituito da oltre 400 pagine e pertanto sarebbe presuntuoso pensare di affrontare nel dettaglio tutti gli interventi del governo con questa sola circolare . Pertanto ci riserviamo di trasmettervi nei prossimi giorni nuove circolari di approfondimento al fine di esaminare in modo più completo i principali interventi .

Stop alla rata dell’Irap

Non è dovuto il versamento del saldo Irap per il 2019, fermo restando il versamento dell’acconto dovuto per il medesimo periodo di imposta. Non è altresì dovuto il versamento della prima rata dell’acconto 2020 (40% del dovuto). La disposizione si applica alle imprese e lavoratori autonomi con un volume di ricavi o compensi non superiore a 250 milioni di euro. 

Contributo a fondo perduto alle imprese

È disposta l’erogazione a fondo perduto di un contributo in favore dei titolari di reddito d’impresa, di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita Iva attiva al 31 marzo. Non spetta ai professionisti, anche senza Cassa ed ai lavoratori dello spettacolo, che hanno percepito il Bonus di 600 euro.  Il contributo spetta a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.

I predetti importi si individuano con riferimento alla data di effettuazione dell’operazione di cessione di beni o di prestazione dei servizi. Ai soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019, nonché ai soggetti che, a far data dall’insorgenza dell’evento calamitoso, hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nel territorio di comuni colpiti dai predetti eventi i cui stati di emergenza erano ancora in atto alla data di dichiarazione dello stato di emergenza Covid-19, il contributo spetta anche in assenza dei requisiti appena citati (riduzione fatturato/corrispettivi).

L’ammontare del contributo è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019:

  • a) 20% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400mila euro nel 2019;
  • b) 15% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 400mila ma non a1milione di euro nel 2019;
  • c) 10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 1milione di euro e fino a 5milioni di euro nel 2019

 

 

Credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo, affitto d’azienda e cessione del credito

Ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel 2019, spetta un credito d’imposta del 60% del canone di locazione mensile, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo, destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo. Il credito d’imposta spetta a condizione che abbia subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nel mese di riferimento di almeno il 50% rispetto allo stesso mese del 2019. Il credito è utilizzabile in compensazione senza limiti soglia, nella Dichiarazione dei redditi 2020, successivamente al pagamento dei canoni di locazione per marzo, aprile e maggio. È esente da imposizione fiscale. Non è cumulabile, per la mensilità di marzo, con il credito di imposta previsto per la locazione dei fabbricati catastalmente classificati in categoria C/1 “negozi e botteghe” (Art. 65, Dl 18/20). Soggetto a provvedimento attuativo del Direttore Agenzia delle entrate.

Riduzione degli oneri delle bollette elettriche

Per i mesi di maggio, giugno e luglio, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, dispone la riduzione della spesa sostenuta dalle utenze elettriche connesse in bassa tensione diverse dagli usi domestici. Sono interessate le voci della bolletta identificate come “trasporto e gestione del contatore” e “oneri generali di sistema”.

Congedi familiari

Il periodo di congedo con corresponsione al 50% della retribuzione è esteso al 31 luglio; i giorni disponibili diventano 30. Il congedo senza retribuzione è concesso per in nuclei familiari con figli di età inferiore a 16 anni. Il bonus baby sitting può essere frazionato in più bonus nel limite di 1.200 euro complessivi. In alternativa al servizio di baby sitting, il beneficiario può utilizzare il bonus per l’iscrizione dei figli ai centri estivi, servizi integrati per l’infanzia, servizi socioeducativi per la prima infanzia (quest’ultimo è incompatibile con il bonus asili nido). Per i lavoratori del settore sanitario, medico, ecc. il bonus baby sitting passa a 2mila euro.

Modifiche in materia di licenziamento per giustificato motivo oggettivo

Il divieto di licenziamento per motivi oggettivi passa da 60 giorni (dal 17 marzo), a cinque mesi. Sospese per il medesimo periodo le procedure di licenziamento per giustificato motivo oggettivo già in corso. Il datore di lavoro che nel periodo 23 febbraio/17 marzo ha provveduto al recesso del contratto di lavoro per motivo oggettivo, può revocare il recesso, a condizione che contestualmente faccia richiesta di intervento CIG.

Modifica dei termini di sospensione nei procedimenti amministrativi ed effetti degli atti amministrativi in scadenza.

La validità del DURC è limitata al 15 giugno.

 

***