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Fase 2: come avverrà la ripresa delle attività produttive

Sono 6 milioni 145 mila i lavoratori italiani che per svolgere le proprie mansioni necessitano del contatto diretto, in alcuni casi fisico, con il pubblico. Si tratta di una quota importante dell’occupazione italiana (il 26,5%) concentrata maggiormente nel Nord Italia (48,7%) che, man mano che il lockdown inizierà ad alleggerirsi, si troverà a modificare il proprio stile di lavoro. Non solo mascherine e guanti, obbligatori per tutti, ma anche dispositivi specifici di protezione e una riorganizzazione dell’attività per garantire quel distanziamento sociale destinato ad accompagnarci ancora per i prossimi mesi.

84 attività a ciascuna delle quali è attribuita una classe di aggregazione sociale, individuata attraverso l’assegnazione di un punteggio che va da 1 a 4, e una classe di rischio integrato suddiviso in 4 categorie: basso, medio basso, medio alto e alto. E’ quanto stabilito dal piano della Commissione Colao, che deciderà quando e come far ripartire le attività produttive. In attesa di indicazioni certe, le aziende potrebbero prevedere, in accordo con i sindacati, lo svolgimento di attività formativa dei lavoratori anche durante la fruizione della Cassa integrazione.

Perché un dato è certo: il datore di lavoro si assumerà responsabilità enormi in caso vengano disattese le indicazioni di sicurezza.

 Gentili Clienti,

 Il piano definito dalla Commissione Colao, che deciderà quando far ripartire le attività, si baserà sulla classe di rischio integrato e sul parametro di aggregazione sociale che caratterizza ciascun codice ATECO. Nessun accenno alle aree geografiche più duramente colpite da questa pandemia.

Le attività individuate sono 84 e per ciascuna viene definita una classe di aggregazione sociale, individuata attraverso l’assegnazione di un punteggio che va da 1 a 4 e che fornisce un’indicazione circa le possibilità di assembramento ed una classe di rischio integrato suddiviso anch’esso in quattro categorie: basso, medio basso, medio alto e alto.

La classe di aggregazione sociale che prende in considerazione la possibilità di creare assembramenti vede il livello più alto assegnato a solamente tre categorie di attività che sono: le attività creative, artistiche e di intrattenimento, le lotterie, scommesse, case da gioco e le attività sportive.

Per quanto riguarda le classi di rischio integrato, 64 degli 84 settori elencati appartiene alla classe di rischio basso (verde) mentre solamente 3 attività sono classificate ad alto rischio: il trasporto aereo, l’assistenza sanitaria e l’assistenza sociale non residenziale.

Rischio basso

Rientrano tra le attività a basso rischio integrato la maggior parte delle attività presenti in elenco (n. 64 delle 84 attività presenti): l’agricoltura, silvicoltura e pesca, l’estrazione di minerali da cave e miniere, le attività manifatturiere (alimentare, tessile, chimica, metallurgica, di legno, carta e pelle, la fabbricazione di computer, auto e mobili ad esclusione delle attività di installazione e manutenzione). Basso anche il settore editoriale e per la produzione cinematografica, la fornitura di energia elettrica e gas, le costruzioni compresa la costruzione di edifici oggi sospesa, il magazzinaggio, i servizi postali, le attività assicurative e finanziarie, le attività immobiliari e le attività professionali e tecniche.

Mentre il settore della produzione cinematografica e quello delle attività immobiliari, al momento sospeso, sebbene classificati a rischio basso potrebbero non essere tra i primi a ripartire.

Rischio medio basso

A rischio medio-basso sono valutati il commercio al dettaglio, la ristorazione e le attività sportive (ovvero bar e ristoranti e palestre che hanno subito sospeso la loro attività), l’istruzione e la scuola (sospese) ed i trasporti terrestri (bus, treni) e marittimi.

La riapertura di queste attività dipenderà anche dal loro livello di aggregazione sociale che risulta alto per le attività sportive, i trasporti, i ristoranti e le scuole oltre ai negozi posti nei centri commerciali. Queste attività potranno riaprire dopo che saranno state definite procedure operative che limitino gli assembramenti di persone.

Rischio medio alto

A rischio medio alto sono individuati le attività di gestione delle reti fognarie, l’amministrazione pubblica e difesa; i servizi di assistenza sociale residenziale, le lotterie, scommesse, case da gioco e il personale domestico. Le attività di lotterie, scommesse, case da gioco ed i servizi di assistenza sociale presentano anche indici di aggregazione sociale alti.

Rischio alto

Ad alto rischio integrato sono classificate solamente tre attività: il trasporto aereo, l’assistenza sociale e quella sanitaria non residenziale. Si tratta di attività mai sospese ma ritenute ad alto rischio integrato proprio per le mansioni svolte.

Tutte e tre queste attività presentano inoltre un elevato classe di aggregazione sociale.

Le tre attività a maggior rischio non sono mai state sospese anche se il trasporto aereo si è fortemente ridimensionato con l’emergenza Covid19.

Le attività a rischio basso o medio basso che dovrebbero essere le prime a riaprire ma se presentano una classe di aggregazione sociale media o alta dovranno comunque dimostrare di avere previsto delle attente procedure per evitare gli assembramenti e rispettare il distanziamento sociale.

Un esempio è il trasporto terrestre classificato a rischio medio basso ma con classe di aggregazione sociale pari a 3 oppure le attività televisive e cinematografiche che presentano un rischio integrato basso ma una classe di aggregazione pari a 3 o le attività artistiche dove l’indice di aggregazione è addirittura pari a 4.

DVR da rivedere, formazione da aggiornare

Progettare il distanziamento sociale diventerà una nuova specializzazione? Certo avranno un gran da fare gli attori del sistema di sicurezza aziendale. I documenti di valutazione del rischio dovranno prevedere con attenzione nuove procedure e nuove attività per fronteggiare il rischio contagio.

Le due figure chiave per la loro redazione, RSPP e medico competente, assumono un ruolo determinante per garantire la riprese sicura delle attività.

Il datore di lavoro si assumerà responsabilità enormi in caso vengano disattese le indicazioni di sicurezza. Il sistema sanzionatorio, sia quello diretto del D. Lgs n. 81/08 che quello conseguente del D.Lgs. n. 231/01, prevede sanzioni pesantissime in caso di omissioni sulla sicurezza.

Oltre agli aspetti connessi alle infrastrutture, ai DPI, al ridisegno dei layout aziendali, assume importantissima funzione la formazione del personale. A secondo del settore di appartenenza e delle specificità aziendali, al personale dovrà essere fornita formazione specifica ed efficace per fronteggiare i nuovi rischi. Dovranno essere effettuati formazione e addestramento specifico per uso del DPI (mascherine e guanti in lattice).

Le aziende pertanto potrebbero utilizzare anche questi momenti di chiusura delle attività per svolgere formazione di sicurezza. Nel caso i lavoratori fosse in cassa integrazione gli accordi sindacali potrebbero prevedere lo svolgimento di attività formativa durante la fruizione dell’ammortizzatore sociale.

 

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